Il Tai Chi Chuan ("pugilato della suprema polarità") E' UN'ARTE MARZIALE: ciò significa che è una disciplina il cui fine ultimo è trasmettere al praticante la capacità di combattere in modo efficace e risolutivo.
Questa affermazione rimane inconfutabile nonostante oggi il Tai Chi Chuan sia stato ridotto quasi ovunque a una mera pratica salutistica. Infatti le sue origini vanno ricondotte al Wudang Chuan, l'Arte di combattere codificata da Chang San Feng attorno al 1267 dC.
Chang San Feng, al di là delle mitizzazioni costruite sul suo personaggio, fu un monaco taoista esperto di Shuai Jiao, di Kung Fu Shaolin e Chi Kung che ad un certo punto della sua vita decise di continuare la pratica dello Shaolin Chuan, oltre che perseguire il personale sviluppo spirituale, proprio sulle montagne del Wudang.
Si narra (ma qui la storia si intreccia e si sovrappone alla leggenda) che un giorno Chan San Feng assistette al combattimento tra un serpente ed una gazza: la gazza attaccava il serpente che stuzzicava l'uccello facendo in modo di trovarsi appena al di fuori della sua portata, attorcigliandosi rapidamente in spirali. Il monaco capì allora che la flessibilità era più importante della rigidità e della forza fisica (ma avrebbe avuto davvero bisogno di vedere un combattimento tra i 2 animali per rendersi conto di una cosa che avrebbe dovuto essere ovvia per un esperto di Shuai Jiao e di Shaolin Chuan ?!?), e comprese l'importanza dell'alternarsi dello Yin e dello Yang: Chang San Feng fu così indotto a modificare il Kung Fu Shaolin in uno stile più morbido che chiamò "Chang Chuan Wudang" (successivamente chiamato Tai Chi Chuan), intriso dalle movenze del Serpente e della Gru dello Shaolin Chuan.
Il Wudang Chuan, assieme allo Shaolin Chuan, costituisce la vera struttura della pratica dell'intero Metodo Hu Jin ed esprime realmente la continua alternanza del duro e morbido, del veloce e del lento, dell'espansione e della contrazione.
La sequenza originale del Wudang Chuan si divide in 8 sezioni (contro le 3 sezioni dello stile Yang e le 4 sezioni dello stile Chen): i nomi delle forme del Wudang Chuan sono molto diversi dai nomi dello Yang e del Chen: "andare a cavallo e chiedere la Via"; "la tartaruga d'oro mostra il dorso"; "il serpente bianco strappa l'erba"; "il drago agita la coda"; "la gru si tuffa nel mare del Chi"; ecc.
Ma quanti maestri di Tai Chi Chuan, oggigiorno, si formano e formano i loro allievi nel colpire, nelle leve, negli strangolamenti, negli atterramenti e nella lotta a terra? E quanti maestri pensano che praticare Tui Shou sia l'unico aspetto marziale del Tai Chi Chuan?
Il Tai Chi Chuan, privato degli aspetti marziali dell'Origine, diventa assolutamente un'altra cosa: il Tai Chi Chuan affonda le sue radici nello Shaolin e nello Shuai Jiao e non considerare ciò significa privare l'Arte Marziale dei suoi stessi principi agenti.
Al tempo stesso, l'approfondimento degli aspetti inerenti al combattimento, gestiti sempre in relazione alle capacità, all'età e alle esigenze del singolo praticante, offre comunque ottimi risultati anche in chiave salutistica. Bisognerebbe allora utilizzare al meglio la buona diffusione odierna del Tai Chi Chuan per riuscire gradualmente a far conoscere ed apprezzare lo Spirito tradizionale dell'Arte: ogni praticante, avvicinatosi al Tai Chi Chuan per praticare la "meditazione in movimento" con finalità meramente salutistiche, dovrebbe essere reso consapevole, attraverso la competenza e l'onestà del Maestro, delle radici e dell'Essenza marziale di quest'Arte. Ciò permetterebbe al praticante, sulla base delle proprie esigenze e qualità psico-fisiche, e sotto la guida attenta del Maestro stesso, di scegliere la sua Via.
Proprio questo è l'approccio proposto nella Scuola Hu Jin, offrendo a chi si avvicina al Tai Chi tre tipi di percorso:
Chi invece è interessato anche all'aspetto marziale più tradizionale viene indirizzato verso un altro sentiero, quello della Scuola Hu Jin che, relativamente al Tai Chi Chuan prevede, in un percorso accademico di difficoltà gradualmente crescente:Lungo questo sentiero saranno inoltre studiate le forme che prevedono l'uso delle principali armi dei 3 stili (la spada, la sciabola, il bastone lungo). Il costante lavoro sul corretto assetto posturale, sulla respirazione diaframmatica, sulla conduzione dell'energia vitale (il CHI), unite al costante studio dell'applicazione marziale delle tecniche, della filosofia taoista e della storia delle arti marziali cinesi, portano la Scuola Hu Jin ad essere nesso di continuità con il Tai Chi Chuan tradizionale, dove, cioè, Arte Marziale, Disciplina, Salute e Meditazione trovano il perfetto punto di incontro.
Il percorso è articolato in gradi (ji) ai quali corrispondono differenti "fasce" e prevede l'obbligo dell'esame (pratico e teorico), il rigoroso rispetto delle regole comportamentali e morali della Scuola e la partecipazione agli stage organizzati annualmente.
Il praticante di Tai Chi Chuan (percorso Hu Jin) che attraverso una pratica costante dimostri di aver raggiunto, dopo un adeguato periodo, determinate doti morali, teoriche e tecniche di base, può essere invitato dal Sifu (solo ove il praticante abbia sviluppato con altrettanto impegno lo studio del Kung Fu) a entrare a far parte del Sentiero del Viandante. Il Sentiero rappresenta la Via dove il praticante ha l'opportunità e l'onore di cimentarsi con l'Essenza e la Totalità del Metodo Hu Jin, Metodo codificato da Sifu Franco Nocchi sulla base della tradizione dei Monaci Combattenti del Wudang e della imprescindibile eredità affidatagli dal Gran Maestro Si Gung Huang Wan De.